Feb 17, 2013 - Blog    No Comments

Meteors do not kill people…very often

Several students and friends have asked me as the local space guy:  Hey, what about that asteroid thing in Russia?  I am very complimented, like I’m Jim Head and somebody asks me about earthquakes.  Jim Head is a god and I’m at most a cherub.

Anyway, the more remarkable asteroid story was the little old siberian lady minding her own business sipping tea (really!) when a meteor became a meteoroid (ie landed) via piercing the roof of her house, pretty much ruining both (the roof and the house).  Which was in a sense (such is human logic) GOOD LUCK because she wasn’t killed.  Hey, do you feel after your girlfriend dumps you and you mess up an important test that you had good luck because you were not hit by a meteor? Would that optimism were so effective.

There is a tendency to believe that nature is cruel.  I have some experience with that.  My older (and wiser) brother reminds me that if you ride a bike on the roads with traffic, you have no right to worry about being eaten by a shark swimming off the beach in Charlestown (in August, not in February).  The chances of a shark killing me are roughly 1 millionth of a car driver killing me, and in fact I have been hit by cars 6 times so far, and nibbled by sharks? Zero. So my brother is trending toward right.  Older brothers have that annoying quality.

Rick, where are you going with this?  I’ll tell you:
Meteors rarely kill people.  People kill people.  Particularly engineers.  We are the most dangerous of all humans.  We are the ones who tell people it’s safe to sit in buildings despite that we know there are earthquakes and the buildings will collapse and crush their inhabitants.  Deer, for instance, are rarely killed in earthquakes.  We are the ones who put glass windows in schools and sit kids next to them knowing that if the glass shatters the kids will be badly hurt.  We build airplanes which crash, cars which run over cyclists on the bikes we build riding on the roads we design.  Just in traffic alone worldwide we kill about 100,000 people per year.  That’s about 2x the rate at the height of vietnam.  And when Vietnam was going on students were striking and ready to overthrow the government.  The protest about cars and we engineers who built not just the cars but the highway system they run on???  Not a word – we are not just lethal, we’re very sneaky.

So let’s not pass the buck to the asteroids and meteors, ok?  Sure every few billiion years something terrible happens, but in the mean time, it’s all us.  If we made, for instance, better glass (and in fact we know how to do that) the meteor would have been a curiosity but not a tragedy.   The devil did not make us do it, btw.

OK, whine to me “how likely is it that a meteor enters the atmosphere, heats up quickly, and the combined sonic boom and shock wave of its fracture caused by rapid and inhomogeneous thermal expansion causes a lot of structural failures of glass in a populated area blah blah blah?”.  Not very? But how many chances do we take with our gadgets and we squeak by, eh guy?

So you roll the dice, every so often you lose.   That’s a decision, but again, don’t blame the meteors, the earthquakes, lightening causing forests to burn (not a problem unless you live in that forest above ground in a wood house etc. – all “clever” engineering ideas we like).

Why bore you with this apparently rambling philosophical discourse? Because one day we are going to talk about reliability and you are going to think it’s not engineering because it’s not circuits, dynamics, finite elements, fluids, thermo, materials… that which Brown has taught you is engineering. You believe everything Brown tells you?   Hey, if you build something and it kills somebody that’s not good engineering, by my book.  So reliability is not engineering?

See you next week, if you live.  And me too.

-Rick

Feb 14, 2013 - Blog    No Comments

Dalla bufera

Ciao dalla casa congelata,

non è stato bello qui questa sera. Prima delle 19 la corrente se n’è andata di nuovo, questa volta quasi 25% di tutto rhode island è senza potenza elettrica, e 97% di Charlestown. Ho parlato con Brian e loro sono anche senza corrente. anche wakefield e forse la università qui sono al buio. Penso che alla Brown c’è corrente.

Dopo un po ho deciso di scaricare tutta l’acqua, non c’è riscaldamento, neanche luce tranne la lampadina di batteria tipo LED. La temperature fuori e -3 o forse adesso -4, con le previsioni che cada fino a -9. Vento 60 ogni tanto 90 km/hr e sta nevicando. La casa trema ogni tanto, o forse la parola è dondola! Sono previsti 50 cm di neve, possibilità di 60. Più a Providence. Quindi lo vedo molto più sicuro coprirmi ed allenare con pazienza. Non dura per sempre…

Mio fratello Tom e mio padre mi hanno consigliato di non dormire nell’Honda con il motore accesso. Meglio rimanere nella casa vestito bene e sotto piumini, freddo ma sicuro. Quindi stavo nella macchina per riscaldarmi per mezz’ora e adesso vado a letto sotto tutti i piumini. Ce ne sono 3!. Sarò nello stile di una volta – vestito! Mio padre ha aggiunto che difatti io vado con bici in queste temperature, quindi so come vestirmi così. L’ho fatto. 3 pantaloni, 4 maglioni, 3 calzini, due cappelli, guanti. Sono preparato. C’è almeno acqua che ho risparmiato per bere. C’è cibo. Dubito che l’acqua nella casa congeli ma se succede, c’è il riscaldamento dell’Honda.

A proposito di un’uscita, sarebbe troppo rischioso e non so dove potrei andare. La polizia e il governo hanno chiuso tutte le strade per tutti tranne che per la polizia ed EMT (veicoli di emergenza). Quando guardo fuori casa, non vedo nulla – nessuna luce in nessun senso. Assolutamente nero come lo spazio ma senza stelle. Ma rumori ce ne sono, del vento, della neve che batte le finestre.

Devo dire che non mi spaventa, ma neanche mi piace. È brutto in un senso, ma la vita è così ogni tanto. Almeno sono a casa, controllo il mio orario, il mio ambito. I cellulari funzionano ma la linea fissa non funziona. Collegato con intertnet tramite l’Iphone.

Allora non voglio creare un senso di disastro. Direi che la situazione sia particolare, strano. La civiltà scomparsa. All’improvviso sono completamente isolato almeno per la notte tranne l’internet. Dico fisicamente isolato. Non sono fuori comunicazione intanto funziona la rete cellulare.

E domani finisce la neve, le strade vengono aperte, ci sarà almeno luce del sole se non quello sintetico. Parliamo di ore di attessa. Ho abbigliamenti, acqua, cibo, pomeli, l’Honda, l’iphone. La casa è fisicamente perfetta – nessun problema tranne corrente e quindi acqua.

Quindi la sopravvivenza non è il problema. Sarà un’esperienza come un giorno lungo con bici o un viaggio a un paese sconosciuto, e freddo!

Piccole Navette e Piccoli Satelliti

Piccole Navette e Piccoli Satelliti:

un rapporto problematico basato su un’analogia imperfetta

Dagli anni sessanta, quando fu sviluppato il transistor, la diminuzione di misura e massa è stata collegata con il progresso tecnologico.  Nonostante il costo importante di trasporto in orbita, da 5.000€ a 20.000€ al kg, dagli anni sessanta in poi, nel campo dello spazio il progresso è stato misurato in termini dell’aumento di misura e di massa.  I primi satelliti avevano una massa di circa 10 kg e il primo satellite per la comunicazione dall’orbita geosincrono, Telstar, al suo lancio, 10 luglio 1962, aveva una massa di 77 kg.  In paragone il Terrestar-1 comsat lanciato il 1 luglio 2009 aveva una massa di quasi 7.000 kg.  La ISS (International Space Station) ha una massa in orbita di 417.289 kg!

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Dec 17, 2012 - Blog, da Italia    No Comments

Matrimonio all’italiana

Matrimonio all’italiana

Fino al 1970 ogni italiano avrebbe potuto sposarsi soltanto una volta.  Ma Matrimonio all’italiana è la storia di due matrimoni, il primo capitato tramite un trucco, il secondo meno facilmente spiegabile.  Pensiamo al matrimonio come una collaborazione di due persone, ma nel film c’è purtroppo soltanto una protagonista, Sophia Loren.  Il genio del film restava per me in questo scambio di numeri, due matrimoni italiani, tutti e due realizzati da una persona.

Questa persona, Sophia Loren nel ruolo della prostituta Filomena Marturano, in contrasto con la Sofia di Ieri, Oggi, Domani, riesce ancora ad essere il baricentro ma nel caso attuale, senza egoismo.  Sì, lei vuole migliorare la propria vita, ma non al costo di quella degli altri.  Anzi lei è motivata da un desiderio di condividere vita, esperienza, bellezza e amore, con suo marito e con i suoi tre figli.  Lei è il sole sopra la copertura di nuvole che è Marcello Mastroianni, che ogni tanto penetra l’ombra e riesce a riscaldare il paesaggio.

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Dec 17, 2012 - Blog    No Comments

Nuovomondo (versione inglese: Golden Door)

Nuovomondo è il secondo film che ho visto nel 2012 che mi ha fatto cambiare il mio modello di storia degli Usa.  Il primo era “the help”:  Prima di vederlo, sapevo che c’erano separazioni fra le persone di colore e i bianchi, nelle scuole, nei posti di lavoro, in tutti gli edifici pubblici.  Sapevo anche che in tutta la storia del mio paese e ancora oggi le opportunità non sono state uguali per tutti.  Però essendo nato negli anni cinquanta e nella zona settentrionale del paese, non avevo nessun’idea di come fosse la società degli stati meridionali nelle decadi precedenti.  Tranne una storia:  Quando i miei antenati arrivarano negli States durante La Guerra, essendo tedeschi e quindi considerati nemici dello Stato e del suo popolo, non fu facile trovare una città che li avrebbe accolti.   Una delle poche era in Mississippi dove, essendo tedesco era accettabile intanto che si fosse il bianco!  Infatti tutta la famiglia, bisnonni, nonni, mia madre e mia zia si trasferirono lì.  Dopo qualche mese, mia nonna, sempre attiva nella politica anche quando non era considerato un’attività adatta alle donne, decise che non poteva vivere in una società così razzista.  Non era stato esattamente il razzismo che li avevano spinti a venire negli States?

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Dec 17, 2012 - Blog, da Italia    No Comments

Su Italo Calvino

Italo Calvino

pastedGraphic.pdfè considerato uno degli maggiori scrittori italiani del Novecento.  Nacque a Cuba nel 1923, passava la gioventù a San Remo, Italia, dove ritornò con la famiglia nel 1925 dopo che la loro casa in Cuba fu distrutta da un uragano.  I suoi genitori furono coinvolti con agricoltura.  Suo padre fu un agronomo e sua madre, appassionata degli studi scientifici, era laureata in Scienze Naturali e matematica, lavorò come assistente di botanica all’Università di Pavia e dopo come docente di botanica all’Università di Cagliari.  Iscritta nella Facoltà Agraria di Torino, ebbe anche un grande amore per la letteratura.

 

Dopo il liceo, nel 1941, andò a Torino per seguire studi in agronomia e fu lì che si trovò la sua passione per la letteratura.   Ritornato a San Remo nel 1943 diventò (come disse lui) un anarchico contro il fascismo.  Era in quel periodo che scrisse il suo primo libro, il sentiero dei nidi di ragno.

 

Quando ritornò a Torino, cambiò facoltàpastedGraphic_1.pdf a quella di Lettere dove si laureò nel 1947 con una tesi su Josef Conrad  (Heart of darkness, Nostromo (se il titolo significa nostromo oppure nostro uomo non è mai stato stabilito, secondo me è tutti i due)).  Nello stesso anno fu pubblicato “Il sentiero” da Einaudi

 

Nel 1950 fu assunto da Einaudi come redattore.  Negli anni seguenti scrisse opere varie che furono pubblicate in un unico volume nel 1960.  Era questa collezione delle sue opere che lo resi famoso in Italia come scrittore contemporaneo.

 

(Nonostante che il compito indica 1963) Nel 1964 Calvino tornò all’Avana per sposarsi con Esther Judith Singer, che aveva incontrato a Parigi dove era andato per un incontro letterario.  Lei, anche chiamata Chichita, era di Argentina e lavorava come traduttrice in organizzazioni come l’UNESCO e l’IAEA (Agenzia internazionale per l’energia atomica).  Nello stesso anno di 1964 fu pubblicato l’opera sua che mi piace più di tutte, Cosmicomiche, una collezione di favole, di storie, impossibile ma anche spesso commovente.  Quella che ricordo meglio è “la distanza della luna” che si tratta della storia antica del rapporto fra la luna e la terra, quando le due erano molto più vicine e si poteva, al perigeo dell’orbita lunare, saltare dalla terra alla luna con l’aiuto di soltanto una scala a pioli.  Durante il resto dell’orbita di 28 giorni non si poteva trasferire.  Ogni orbita la luna si allontanava un po’ di più della terra e alla fine c’era quelli che invece di ritornare a terra mentre era ancora possibile, hanno scelto una permanenza sulla luna.  Mai dimenticherò questa fantasia, ma non posso spiegare esattamente il perché.

 

Subito dopo, nel 1967, si trasferì a Parigi (come succede spesso quando ci si accoppia con una persona di un altro paese) dove scrisse (nel 1970) “Il castello dei destini incrociati”, le ultime due parole di cui sono un’espressione italiana e inglese ma non so se il titolo l’avrebbe scatenato.

 

Nel 1980 a 57 anni, con la pubblicazione di una collezione di opere saggistiche, ritornò in Italia, questa volta a Roma, dove scrisse Castelli di Sabbia (1983).  Morì improvvisamente dopo un ictus nel 1985.

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Dec 17, 2012 - da Italia    No Comments

Lo Shopaholic

Lo Shopaholic non sono io

 

Non avendo nessuna dipendenza dallo shopping (al contrario!)  forse è troppo facile per me dubitare che ci sia una malattia così seria e così diffusa nel popolo che poteva soltanto essere scoperta negli ultimi 30 anni.  L’articolo dichiara che 8% ne soffre, quasi tutte donne, quindi ˜16% di donne è psicologicamente malato, non compresse quelle donne che soffrano di altre malattie mentali (depressione, bipolarismo ecc. )

 

Invece se c’è una malattia, direi che quella sarebbe una fissazione nel individuare malattie dappertutto.  Le pubblicità della Tv degli anni ’60 comprese malattie ideate con lo scopo di vendere medicine fra cui Doane’s Pills (contro la malattia di stanchezza: la stanchezza resa una malattia per cui ci erano pillole da comprare).  Non fu una strategia nuova.   Ci sono sempre stati venditore di pozioni, d’elisir, che avvertivano risoluzioni di problemi sia psicologici sia fisici, malgrado tutti immaginari.  Forse accoppiati con il consumismo e della comunicazione di massa queste malattie furono rese più diffuse.

 

Negli anni ’70 e ’80 la psicologia popolare diventò di moda con lo sviluppo di giornali come “Psychology Today “ and “the brain” negli USA e anche libri come il best seller “Passages “(Gail Sherry, 1976)

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La vita fu dipinta come una serie di crisi, di malattie, di buchi  neri in qui, senza una preparazione psicologica, almeno lettura di libri di questo genere, saremmo caduti.  Fra essi c’era la malattia dello shopping.  Sempre meglio che le malattie sarebbero allegate con attività evidentemente banali e innocue.  Il lupo travestito da pecora!

 

Passiamo agli anni ‘80 e ‘90 quando ci si rese conto che la psicoterapia, la lettura di libri, l’analisi della vita come un campo minato, volle soldi, tempo e forza.  Tanto più facile sarebbe mettere la colpa al di fuori di noi: nella società, in McDonalds, nella globalizzazione, nei tassi di interesse (la crisi degli anni ‘80).  Sono 30 kg sovrappeso perché c’è il supersizing, il fast food.  Spreco energia perché le imprese d’energia hanno un patto con l’industria automobilistica.  E sono in debito perché sono vittima del marketing, sono una vittima di una malattia creata del sistema capitalistico per far crescere sempre il tasso dell’economia.  Io sono una persona semplice e il mio peccato è soltanto che sono un po’ ingenua, affrontata da esperti che mi controllano.

 

Dove c’è una diagnosi non c’è soltanto una malattia.  Anzi ci sono anche esperti pagati per effettuare le nostre cure.  Ci sono cure che possono essere comprate.  Ogni malattia da nascita a un’industria, sia piccola che (forse!) grande.  E in scambio per i soldi pagati per gli esperti e le loro cure, noi possiamo comportarci viziosamente senza colpa.  “The  Devil Made Me Do It!”  ( http://www.youtube.com/watch?v=0SLifea3NHQ ) (Flip Wilson, Ed Sullivan Show, January 11, 1970)

pastedGraphic_1.pdf (La Geraldine di Flip Wilson nel suo vestito)…

 

pastedGraphic_2.pdf  pastedGraphic_3.pdf pastedGraphic_4.pdfpastedGraphic_5.pdf

 

Le malattie sono un risultato del lavoro del male, del diavolo.  Sono fuori il nostro controllo, quindi siamo purificati della nostra responsabilità.  Meritiamo compassione se non pietà dalla nostra società.

 

Nel frattempo, andiamo fuori a una cena di tipo supersize con i nostri amici, tutti vestiti in quel abito di Flip Wilson.

    

Nov 23, 2011 - Blog    No Comments

Seeking Equilibrium: Random Thoughts on Thermodynamics and Packing

Inside my little beach house are symptoms of the next relocation. My resident Sphinx, Lulu, recognizes them, forecasts I’ll be leaving, and mopes. She brushes her black fur against the cardboard boxes I had gradually filled with things not to forget.

The open boxes stand as a daily reminder that every period in residence is a period, not a residence. The lid of an opened suitcase leans against the couch, the clothes in it laundered, unworn, like piles of micro-organization nested in macro chaos.

Ten times a year now I shake things up, down from ten times that—a far distant once-upon-a-time when my world was much further from equilibrium.

Two thousand kilometers away, a hurricane spins away over the central Atlantic. Computer models say it might touch Bermuda, but not us, with 95% probability; now we even know how likely we are to not know what we don’t know.

What we do know for sure (we who are so interested in how many calories are in a half-cup of cubed peaches, which we can never really know, nor how many half-cups of peaches equal a Cobb salad made with the leanest chicken cubes never to have been produced by a chicken), is that the ocean between America and Europe and the space between Earth and sky, clear and shiny between vacuum-separating hurricanes, are stirred up.

Thermodynamics is about equilibrium, the nature’s desire to be smooth, uniform, and tranquil. Equilibrium eliminates gradients, differences of temperature, of velocity, of density, of charge, of stress, of chemical potential. In exchange for allowing nature to reach her beloved and elusive equilibrium, we charge her an energy tax. That tax turns our shafts and our wheels and pushes airplanes and rockets and photons through space.

We even provide energy rebates to nature. We provide work in exchange for her allowing us to maintain a gradient we want, so that the inside of a freezer remains cold on a hot day is paid for by the work of a compressor—a tax rebate of sorts.

Driven by a gradient of ideas, of what I want, and by the difference between what is and what could be, by what we could create out of what we are, I pack.

Oct 5, 2011 - Blog    No Comments

Travel Is Hell: Food & Eating — Or Not

… after many years of being open to new experiences, I’ve come around to the philosophy of not.

Below are some more of  the 119 little inconveniences I’ve experienced as a Road Warrior. This category of The Travel Is Hell (TIH) Series investigates human digestions and the various ramifications thereof:

20. Find out how many calories are in those Starbucks Green Tea Frappes you’ve been rewarding yourself with every business day you’ve been in Tokyo.

21. 0730 Air Force breakfast briefing catered with acrid coffee and popcorn.

22. Squish beautiful, world-class persimmon in backpack (Note: next time, get uncrushable, mealy apple).

23. Arrive Vienna after full day working and traveling on flights too short for meal service. All food shops and restaurants closed ’till Sunday noon.

24. Durian. Any time, anywhere. No.

25. Traditional Korean elegant dining. Nubile, well-dressed, but otherwise completely uninteresting woman sits in lap. Stuffs each spoonful of food into my mouth as if I were 16 months old. (Vroom, vroom! Open hangar; here comes the plane!)

26. Très expensive fancy dinner. Clients demonstrate appreciation of my work. Honor successful vegetarian contractor at restaurant featuring rattlesnake, venison and mutton.

27. Korean BBQ in Darwin, Australia.

28. It’s 11:30 p.m., almost dinnertime in Buenos Aires. Pick one: steak or roast beef. Get up at 6:00 for flight to Bariloche, Patagonia.

29. Eat — or actually, just look at — plate of fish, still wiggling.

30. Yet another lavish dinner in beautiful continental restaurant with wonderful Scandinavian wood furnishings, candlelight, classical live piano, exquisite food, stunning service. Perfect for romantic dinner with girlfriend.  Instead, endured with three chain-smoking, Vodka -inhaling Russian entrepreneurs.

31. Eating light: make dinner out of half-roll of wintergreen Certs and some tiny foil bags of airline pretzels.

32. Four days in Russia surviving on apples and oranges stuffed into suitcase before departing New York. Offend hosts four times per day by refusing vodka at breakfast, lunch, dinner, and dessert.

Namaste,

Rick Fleeter

author, Travels of a Thermodynamicist

(A Note to Readers: If you’ve had similarly unique and discomfiting travel experiences you’d like to share—and that have helped you toward a Buddhist appreciation of travel as inevitable suffering, from which you have returned a better, wiser person—feel free to share.)

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